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Relazione Convegno 18-Agosto-2004 |
Prof. Donato MazzeoDalla relazione del direttore della rivista “Basilicata Arbereshe” durante il convegno “Fjalet Jona” promosso dal Comune di Greci in collaborazione con il centro EDA di Ariano Irpino: Sulla scia del preziosissimo lavoro di indagine linguistica e di monitoraggio del patrimonio antropologico-letterario delle comunit arbereshe del meridione ed in particolare della Campania e della Basilicata*, sono in terra irpina per la terza volta dopo i proficui convegni nazionali 1989-90 del Comune di Greci con l'Universit degli Studi di Salerno Prof.sse Addolorata Landi e Patrizia Del Puente. In quei due simposi scientifici di grande valenza glottologica, alla presenza dell'illustre albanologo Martin Camaj esule fra i primi dall'Albania durante il regime comunista di Enver Hoxha e del grande linguista Giambattista Pellegrini dell'Universit di Padova e di altri cattedratici dell'Universit di Salerno e Tirana, ebbi la possibilit di esporre in un'ampia relazione di cui agli atti del convegno (Flashes storico-letterari per un gemellaggio Greci-Barile) pagg.39-49, la necessit di un ponte ideale fra Campania e Basilicata. Essendo la Campania rappresentata da un'unica comunit albanofona, Greci, e da un'altra Ginestra degli Schiavoni (Benevento) gi albanofona e che da qualche anno va riscoprendo le sue comuni radici etniche alloglotte, e la Basilicata dai comuni di San Paolo Albanese, San Costantino Albanese, Maschito, Ginestra e Barile, oltre a Brindisi di Montagna albanofona fino ai primi decenni del XX secolo, si impone la costruzione di un progetto unitario interregionale che recuperando le ragioni di una comune appartenenza etnica, metta in valore lemmi, canti popolari, tradizioni demologiche, gastonomia tipica, costumi antichi e rappresentativi di un modus vivendi originale e unico. Il vocabolario Arberesh-Italiano di Greci che viene presentato ufficialmente oggi 18-Agosto-2004 nel salone dell'asilo comunale di Greci (per iniziativa dell'EDA SM Covotta di Ariano Irpino curato da Laura Perillo, Lucia Gliatta e da vari locutori anziani e non della comunit “Katundara” oltre che da Bartolomeo Zoccano, Morena Marco Aurelio e Domenico Liberato Norcia, presidi Alfonsina Manganiello ed Emilio Monaco, Rossella Boscia, Cicalese Carmela, Foffa Angelo, Gliatta Enza e Leonarda, Grasso Rina, Lauda Marianicola, Mascia Carosena, Poppa Maria Natalina, Pucci Antonella, Pucci Clara B., Pucci Matteo e Vincenzo, Bianco Maria, Boscia Antonietta e Concettina, Cozza Alfredo, Foffa Antonio, Gliatta Alfredo, Martino Carosena e Loreta, Maola Maria Assunta, Orlando Mariapina, Palumbo Emmanuela, Perillo Giuseppe, Poppa Maria, Pucci Annae inoltra Boscia Antonio, Inzeo Antonietta e Taggio Aurora e la cara memoria di Matteo Martino sindaco di Greci per diverse legislature) una vera miniera di vocaboli, verbi, espressioni linguistiche locali, italianismi, calchi fonetici arbereshe ed altro ancora. In queste settimane, anche per l'imminente numero in pubblicazione della rivista “Basilicata Arbereshe” (da tre anni online sul sito www.lucania.org/basilicataarbereshe) ho potuto fare un raffronto sistematico con il vocabolario corrente nella comunit albanofona di Barile. Ho potuto cogliere, infatti, le numerose affinit terminologichefra Greci e Barile ed alcune variazioni fonetiche: per esempio relativamente a fonemi e morfemi arbereshe per es. molla (Barile) mogha (Greci), il verbo potere che a Greci si traduce con buna mentre nell'arberia vulturina (Maschito, Ginestra, Barile) si usa il verbo difettivo mund (posso). Dal punto di vista del culto alcune affinit rituali e patronali di Santi (Madonna del Caroseno) collegano la terra di Giorgiano (attuale Maschito) a Greci. Totalmente diversa purtroppo a noi non conosciuta la celebrazione in onore di San Bartolomeo martire che nelle comunit albanofone lucane completamente ignoto. L'incommensurabile eredit morale e culturale di Martin Camaj che volle partire da Greci “Mai fermarsi alla prima taverna” fino a Barile (testimone orale il ciabattino Raffaele Belluscio), a Maschito (testimone Giuseppe Giura-Trabocchetti, Donato Barbano) a Ginestra (Fiorina Petagine) mentre a Greci locutore e affabulatore fu il centenario nonno Pasquale Norcia. Oggi che la legge nazionale 482/99 di tutela delle minoranze linguistiche storiche (attualmente 12) e la legge regionale della Basilicata n.40/99 integrata in queste settimane da un'ulteriore appendice legislativa, approvata all'unanimit dal consiglio regionale, ridanno dopo oltre mezzo secolo dignit istituzionale e di lingua a tutti gli effetti Universit: Scuole di Specializzazione, Masters, Biblioteche specialistiche per albanofoni (vds. S.Paolo Albanese, Barile) ora di rimboccarsi le maniche e di riappropriarci degli strumenti di partecipazione e di valorizzazione “nei fatti” della lingua e cultura Arbereshe tramandataci da Giorgio Castriota Skanderbeg Eroe di ogni tempo e paese sino a Madre Teresa di Calcutta, di sangue orgogliosamente albanese, “regina dei poveri”.
*Martin Camaj: “ Racconti popolari di Greci (in provincia di Avellino) e di Barile (in provincia di Potenza) Edizioni Olschkj Firenze e Annali dell'Universit degli studi di Roma 1972. |
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