S. BARTOLOMEO APOSTOLO

 

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ATTO TERZO

SCENA PRIMA

Ad istigazione de' Sacerdoti di Astaro't, Astiage fratello di Polimio, è
proclamato re da una parte del popolo

Nuova Reggia

Astiage, ministri guardie e popolo.

Dietro le scene i] popolo grida: Viva Astiage!

AST.     (1)...Dunque ? ......
    E' pur ver, che di Polimio 'l regno
    E' già seguace d'imposture e inganni
    D'un sedicente ingannator di plebe ?
    E 'l culto nostro, che redammo, ahi lasso !
    Surrogato ne vien da un culto novo,
    Che i numi abbiura. e le credenze avite ?
    Oh rabbia ! ... E mio fratel. fratello istesso,
    Non piu' fratel - E' per me ahi nemico
    Polimio, abbraccia una dottrina rea,
    Che degli avi sconvolge sacre leggi,
    E i sacri abbatte d'Astaro't delubri
    (1) Con íra ai suoi ministri
    O insania fatal !...
    La corte istessa lo un con la Regina. a lui fa scor'ta?
    I re oggi son lo i... (1)
    E niuno ardisca Far contrasto al miei cenni il popol tutto Re,     
    oggi mi chiamava... lo sol comando
    E a tutti e' dato d'ubbidir ! - Chi niega ?
    Il ferro, 'l rogo e morte ria sia pronta
    Venga costui, che novità bandisce;
    Venga costui in mia presenza e dica:
    -Che di un Cristo seguace si professa
    Qual dritto ha egli mai o qual ragione
    Lo spinge di varcar le nostre terre:
    E nuova infonder fede al popol nostro,
    Fedele tanto d'Astaro'tte al culto?
    Ombra tremenda dei miei numi, assisti!
    A compier degnamente i miei disegni.

SCENA SECONDA

    Entra un Ministro con un foglio in mano.

MIN.    Quanto or fu detto, ci troppo vero,
    Rapporti mi pervengon d'ogni parte:
    Com'egli un falso seduttor voluto
    Apostolo di un Cristo e che si no'ma
    Bartolomeo: straniero o ignoto a tutti!
    Con promesse e lusinghe li popol tutto
    Seduce, incauto ! - E d'Astaro'tte 'l tempio
    Profana e insulta. ahi, con dottrine nuove!
    Gia' dodici cittadi, al culto novo, (2)
    Converse son. dì un Dio bugiardo e falso!
    Sire, se un rimedio efficace e pronto
    E presto non si pon. Popolo e regno
    Saran seguaci di un ministro indegno!

AST.    ---Oh rabbia
    Si... distruggerò l'Armenia.

UN MIN. Oh ciel...

(1) Con forza.
(2) Apre il foglìo,

SCENA TERZA

Un sacerdote di Astaro't e seguito

SAC.    Sire,
    Ascoltami ancor .....

AST.    Ascolto. E narri.

SAC.    Ahi ! al tempio d'Astaro't entrato
    Non appena, a pregar modesto e pio:
    Ecco caduto 'l nume !... E -rotolando
    E rovesciando tutto in un baleno:
    Ahi, non più nume appar! -Un uom parlava;
    E 'l popol tutto al suo parlar si arrende !
    Che cerca e' dunque? che?.. Vuoi dunque a noi
    Rapir la fe'; la religion degli Avi ?
    Sire, Se non ripar, l'Armenia tutta
    Sara' Cristiana!

AST.    Ahi ! son...    convulso...      e fremo,
    Ebben: di sangue inondero' l'Armenia!
    Olà ministri In mia presenza 'l reo
    E' venga e presto. Incatenato e peggio,
    E' si conduca.

MIN.    Sire;
    Pronto a ubbidir (1)

AST.    Lo scettro e' mio! E alcun non fia ch'l tolga.
    Un popol per suo re mi volle E basti!

SCENA QUARTA
    Un ministro e poi S. Bart. con guardie

MIN.    Ecco già viene il reo

AST.    Che venga dunque.

(1) Parte frettoloso.

    Chi sei tu che vuo' tu. o rio ribaldo?
E come in questo regno? - E qual baldanza
Che un culto novo propagar gia' vuoi
In queste terre si' fedel? E '1 Nume
Ahi, nostro, atterrì! E a l'ara sua invece
L'abborrita tu innalzi insegna nova.
Di un Nume ignoto: e agli avi miei straniero?
Ebben. Presto t'arresta
O qui fellon! ti troncherò la testa (1)
Ah! se perdon tu vuoi.
O parti Oppur rinnega i Numi tuoi.

BART. Invan lo cerchi, o Astiage.
Invan lo cerchi! -
Partir non posso. Una mission ne adempio
Di fede vera, e civilta' cristiana!
Partir non voglio. Poi che nulla io temo!
Il sangue mio tu chiedi?.... Eccol gia' pronto,
    Maggior gloria ne acquisto appo quel Dio.
    Che pure un giorno, il sangue suo ne sparse
    Pe' i suoi nemi ici: eppur perdon ne chiese ! -
    lo rinnegare 'l Nunie .... ? Il Nume adoro,
    Che tu calpesti, o empio 1 E un di' saprai,
    Qual mai potenza Egli abbia. E quai castighi
    Riserbera' pè rinnegati suoi
    Sappi. Un di Cristo Apostolo son io,
    Minacce adunque io non pavento o temo.
    E' un Dio, che veglia in quel sublime istante,
    Se mai di morte parlerai, o Astiage!
    La morte mia?... E' per me, ahi, la Gloria
    Il sangue mio? ... Eternerò la storia!
    li trono al tuo fratello ahi, tu usurpasti
    E deh ! perdon tu chiedi. A Dio perdono.
    Di tanto scempio e nimista ' fraterna
    Il tron vacilla... Usurpator tu sei.
    Ma trema, o Astiag ! Sul capo tuo non scenda
    La collera di un Dio, tremenda, altera,

(1) Snuda furioso la spada.

    Che i troni sbalza e i suoi tiranni intrusi !
    Ascoltami pur dunque, il ben tuo voglio!

AST.     (1)... Cessa di più insultar:
La. ria sentenza
Gia' sul capo ti pesa. E morrai...
Di morte cruda, che unque mai s'intese:
E vittima cadi-al de l'ira mia!
Usurpator del trono, lo mai non fui:
De' padri miei'e' Legge. lo la rispetto.
Sia pur !... Saprai qual pena mai v'aspetta:
Di te... di mio frate)... faro' vendetta!
BART. ( Se tempo avrai)
La morte mia non curo,
Se ben vinto in catene a te dinanzi

AST. Ebben. L'avrai. Olà ministri
Ministri dunque, e che aspettiam noi dunque?
Ogni indugio e' fata]. Qual reo di Stato,
"A morte, a morte" io lo condanno. E presto,
Decorticato e tronco il capo egli abbia !

MIN. Pronti siam tutti, o Sir: Tu sol comandi.

AST. "A morte, a morte ! E salveremo il regno.

BART. ( strappato dalle guardie ) Gran Dio! Perdon.
Perdona tu l'insano,
Che tue leggi, ahi! calpesta e i tuoi ministri.

SCENA QUINTA
Due del popolo corrono frettolosi da opposte scene.

1.DEL POPOLO    Udisti, Osvaldo?

2.     Udii...

1.        Che di Tolmai
        Il figlio - ahi, detto Apostolo di un Cristo!
        A morte cruda condannato venne?

2.        A morte cruda? Ancor decorticato:
        Ancor troncato 'l capo.... Evviva Astiage!
        A curiosar voliamo. E sia ben presto (2).

(1) Si alza furibondo, snudando la spada.
(2) Segni di gioia.

SCENA SESTA .

Palco di morte nella gran piazza di Albanopoli. Un ministro di Astiage allo squillo delle (rombo si' avanza con una carta in mano, seguito da guardie e S. BarrIolomeo l'n catene. In mezzo a tutto un popolo legge la seguente sentenza.

IN NOME DI ASTIAGE, RE ELETTO D-IL POPOLO
UDITO IL PARERE DEI MINISTRI.,

Un seduttore, voluto Apostolo di un Cristo, a nome Bartolomeo avendo tentato di sconvolgere un regno propalando una nuova religione:
E' condannato ad esser decorticato vivo, e troncato il capo. (sensazione viva del popolo.)

MIN.    Ola' guardie; pronte,
    A voi la cura
    Di eseguire la sentenza. E presto a l'opra.

SCENA SETTIMA

Segue il martirio. Barbari supplizi al Santo

CORO

Muori, o Santo!
E in Ciel gli sguardi Volgi a noi pietoso ognor:
Ne gli affanni si ristora Chì tua Fede serba in cor.
Per noi prega, o Martir santo! Forte atleta del Signor:
In noi Regni quell'amore, Che ti avvampa 'l seno ancor.

Fine dell'Atto terzo.

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