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SCENA PRIMA
Ad istigazione de' Sacerdoti di Astaro't, Astiage fratello di
Polimio, è
proclamato re da una parte del popolo
Nuova Reggia
Astiage, ministri guardie e popolo.
Dietro le scene i] popolo grida: Viva Astiage!
AST. (1)...Dunque ? ......
E' pur ver, che di Polimio 'l regno
E' già seguace d'imposture e inganni
D'un sedicente ingannator di plebe ?
E 'l culto nostro, che redammo, ahi lasso !
Surrogato ne vien da un culto novo,
Che i numi abbiura. e le credenze avite ?
Oh rabbia ! ... E mio fratel. fratello istesso,
Non piu' fratel - E' per me ahi nemico
Polimio, abbraccia una dottrina rea,
Che degli avi sconvolge sacre leggi,
E i sacri abbatte d'Astaro't delubri
(1) Con íra ai suoi ministri
O insania fatal !...
La corte istessa lo un con la Regina. a lui
fa scor'ta?
I re oggi son lo i... (1)
E niuno ardisca Far contrasto al miei cenni
il popol tutto Re,
oggi mi chiamava... lo sol comando
E a tutti e' dato d'ubbidir ! - Chi niega ?
Il ferro, 'l rogo e morte ria sia pronta
Venga costui, che novità bandisce;
Venga costui in mia presenza e dica:
-Che di un Cristo seguace si professa
Qual dritto ha egli mai o qual ragione
Lo spinge di varcar le nostre terre:
E nuova infonder fede al popol nostro,
Fedele tanto d'Astaro'tte al culto?
Ombra tremenda dei miei numi, assisti!
A compier degnamente i miei disegni.
SCENA SECONDA
Entra un Ministro con un foglio in mano.
MIN. Quanto or fu detto, ci troppo vero,
Rapporti mi pervengon d'ogni parte:
Com'egli un falso seduttor voluto
Apostolo di un Cristo e che si no'ma
Bartolomeo: straniero o ignoto a tutti!
Con promesse e lusinghe li popol tutto
Seduce, incauto ! - E d'Astaro'tte 'l tempio
Profana e insulta. ahi, con dottrine nuove!
Gia' dodici cittadi, al culto novo, (2)
Converse son. dì un Dio bugiardo e falso!
Sire, se un rimedio efficace e pronto
E presto non si pon. Popolo e regno
Saran seguaci di un ministro indegno!
AST. ---Oh rabbia
Si... distruggerò l'Armenia.
UN MIN. Oh ciel...
(1) Con forza.
(2) Apre il foglìo,
SCENA TERZA
Un sacerdote di Astaro't e seguito
SAC. Sire,
Ascoltami ancor .....
AST. Ascolto. E narri.
SAC. Ahi ! al tempio d'Astaro't entrato
Non appena, a pregar modesto e pio:
Ecco caduto 'l nume !... E -rotolando
E rovesciando tutto in un baleno:
Ahi, non più nume appar! -Un uom parlava;
E 'l popol tutto al suo parlar si arrende !
Che cerca e' dunque? che?.. Vuoi dunque a noi
Rapir la fe'; la religion degli Avi ?
Sire, Se non ripar, l'Armenia tutta
Sara' Cristiana!
AST. Ahi ! son... convulso...
e fremo,
Ebben: di sangue inondero' l'Armenia!
Olà ministri In mia presenza 'l reo
E' venga e presto. Incatenato e peggio,
E' si conduca.
MIN. Sire;
Pronto a ubbidir (1)
AST. Lo scettro e' mio! E alcun non fia ch'l
tolga.
Un popol per suo re mi volle E basti!
SCENA QUARTA
Un ministro e poi S. Bart. con guardie
MIN. Ecco già viene il reo
AST. Che venga dunque.
(1) Parte frettoloso.
Chi sei tu che
vuo' tu. o rio ribaldo?
E come in questo regno? - E qual baldanza
Che un culto novo propagar gia' vuoi
In queste terre si' fedel? E '1 Nume
Ahi, nostro, atterrì! E a l'ara sua invece
L'abborrita tu innalzi insegna nova.
Di un Nume ignoto: e agli avi miei straniero?
Ebben. Presto t'arresta
O qui fellon! ti troncherò la testa (1)
Ah! se perdon tu vuoi.
O parti Oppur rinnega i Numi tuoi.
BART. Invan lo cerchi, o Astiage.
Invan lo cerchi! -
Partir non posso. Una mission ne adempio
Di fede vera, e civilta' cristiana!
Partir non voglio. Poi che nulla io temo!
Il sangue mio tu chiedi?.... Eccol gia' pronto,
Maggior gloria ne acquisto appo quel Dio.
Che pure un giorno, il sangue suo ne sparse
Pe' i suoi nemi ici: eppur perdon ne chiese
! -
lo rinnegare 'l Nunie .... ? Il Nume adoro,
Che tu calpesti, o empio 1 E un di' saprai,
Qual mai potenza Egli abbia. E quai castighi
Riserbera' pè rinnegati suoi
Sappi. Un di Cristo Apostolo son io,
Minacce adunque io non pavento o temo.
E' un Dio, che veglia in quel sublime istante,
Se mai di morte parlerai, o Astiage!
La morte mia?... E' per me, ahi, la Gloria
Il sangue mio? ... Eternerò la storia!
li trono al tuo fratello ahi, tu usurpasti
E deh ! perdon tu chiedi. A Dio perdono.
Di tanto scempio e nimista ' fraterna
Il tron vacilla... Usurpator tu sei.
Ma trema, o Astiag ! Sul capo tuo non scenda
La collera di un Dio, tremenda, altera,
(1) Snuda furioso la spada.
Che i troni sbalza e i suoi tiranni intrusi
!
Ascoltami pur dunque, il ben tuo voglio!
AST. (1)... Cessa di più insultar:
La. ria sentenza
Gia' sul capo ti pesa. E morrai...
Di morte cruda, che unque mai s'intese:
E vittima cadi-al de l'ira mia!
Usurpator del trono, lo mai non fui:
De' padri miei'e' Legge. lo la rispetto.
Sia pur !... Saprai qual pena mai v'aspetta:
Di te... di mio frate)... faro' vendetta!
BART. ( Se tempo avrai)
La morte mia non curo,
Se ben vinto in catene a te dinanzi
AST. Ebben. L'avrai. Olà ministri
Ministri dunque, e che aspettiam noi dunque?
Ogni indugio e' fata]. Qual reo di Stato,
"A morte, a morte" io lo condanno. E presto,
Decorticato e tronco il capo egli abbia !
MIN. Pronti siam tutti, o Sir: Tu sol comandi.
AST. "A morte, a morte ! E salveremo il regno.
BART. ( strappato dalle guardie ) Gran Dio! Perdon.
Perdona tu l'insano,
Che tue leggi, ahi! calpesta e i tuoi ministri.
SCENA QUINTA
Due del popolo corrono frettolosi da opposte scene.
1.DEL POPOLO Udisti, Osvaldo?
2. Udii...
1. Che di Tolmai
Il figlio - ahi, detto
Apostolo di un Cristo!
A morte cruda condannato
venne?
2. A morte cruda? Ancor
decorticato:
Ancor troncato 'l capo....
Evviva Astiage!
A curiosar voliamo.
E sia ben presto (2).
(1) Si alza furibondo, snudando la spada.
(2) Segni di gioia.
SCENA SESTA .
Palco di morte nella gran piazza di Albanopoli. Un ministro di
Astiage allo squillo delle (rombo si' avanza con una carta in
mano, seguito da guardie e S. BarrIolomeo l'n catene. In mezzo
a tutto un popolo legge la seguente sentenza.
IN NOME DI ASTIAGE, RE ELETTO D-IL POPOLO
UDITO IL PARERE DEI MINISTRI.,
Un seduttore, voluto Apostolo di un Cristo, a nome Bartolomeo
avendo tentato di sconvolgere un regno propalando una nuova religione:
E' condannato ad esser decorticato vivo, e troncato il capo. (sensazione
viva del popolo.)
MIN. Ola' guardie; pronte,
A voi la cura
Di eseguire la sentenza. E presto a l'opra.
SCENA SETTIMA
Segue il martirio. Barbari supplizi al Santo
CORO
Muori, o Santo!
E in Ciel gli sguardi Volgi a noi pietoso ognor:
Ne gli affanni si ristora Chì tua Fede serba in cor.
Per noi prega, o Martir santo! Forte atleta del Signor:
In noi Regni quell'amore, Che ti avvampa 'l seno ancor.
Fine dell'Atto terzo.
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