Storie di Martiri di Santi e di Eroi Cap. 4

 

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Interpretazione dell'attributo "Caroseno" alla Vergine Maria

Come già detto in altra occasione, è noto che a Greci si venera la Madonna dei Caroseno.

In più di qualche occasione si è tentato, inutilmente, di tradurre adeguatamente il termine a caroseno" che accompagna il nome di Maria, Madre di Dio. I risultati sono stati poco soddisfacenti, poco attendibili e, perlopiù, scoraggianti, in considerazione dei fatto che l'etimologia sconosciuta della parola non ha consentito di tradurre adeguatamente il termine, lasciando dubbi e perplessità tra tutti coloro che si sono accíntí a questo impegno.

A tal proposito sono state interessate l'Ambasciata di Turchia in Italia e l'Amministrazione Comunale di Carotino, paese albanofono in provincia di Taranto, senza ricevere alcuna risposta. Sarà interessata la più alta autorità religiosa dei cattolici italo - albanesi di rito greco, capo della "Epachia", S.E. il Vescovo di Lungro (Cs), con la speranza di dare fruttuosa e definitiva traduzione al termine.

Ma, in attesa di qualche ulteriore informazione, si è continuato nello studio etimologico dei termine. t noto che il culto della Vergine dei Caroseno e la sua immagine (icona o statua) sono stati portati in Albania, prima, ed in Italia, poi, da Giorgio Castriota Skanderbeg. L'eroe, sposo di Androníca Comneno -della imperiale dinastia ormai dissolta e senza più potere - dopo la battaglia di Nis, abiurò la religione islamica e, riconvertitosi alla religione cristiana, con al seguito la consorte, raggiunse l'Albania. Andronica era di religione cristiana ed è quindi plausibile che il culto della Vergine dei Caroseno possa essere stato portato, appunto, dalla moglie dell'eroe, negando effetti a quella ridicola leggenda, tanto cara in forma agiografica, per la quale fu Skanderbeg a trafugare l'immagine da Costantinopoli. Pare, invece, molto più praticabile l'altra ipotesi per la quale sia stata la consorte e senza quelle inutili romanticherie della traslazione furtiva.

Ma, prescindendo da questi dati storici, improponibili perché non provabili, è necessario stabilire se il termine attribuito alla Madre di Dio - "caroseno" - sia di provenienza turca, greca o albanese.

Escluderei la provenienza albanese, considerato che lo stesso Conforti, esperto di lingua e tradizioni albanesi, manifestò qualche perplessità in merito ad una adeguata traduzione e poi perché se fosse di origine albanese, anche con qualche difficoltà, sarebbe traducibile per noi e sicuramente sarebbe già stato tradotto e tramandato dai nostri progenitori che avevano con la lingua albanese della madrepatria maggiore dimestichezza.

Resta dunque da stabilire se è termine greco o turco.

Per la prima ipotesi propendono alcune novità, oggetto di accurata indagine e, pertanto, potrebbe essere di origine greca:

perché il culto potrebbe provenire da Cherson (nella penisola di Crimea) ove, in occasione della furiosa iconociastía decretata da Leone Isaurico e dai suoi discendenti, furono trasferite tante icone per evitare di andare incontro a sicura distruzione;

perché una icona della Vergine potrebbe essere stata venerata in Costantinopoli, nella zona detta Porta di Carsio", una delle porte delle mura a difesa della città imperiale di cui si tramanda l'esistenza anche attraverso il resoconto di Liutprando, vescovo di Cremona, in missione diplomatica per conto dell' imperatore dei Sacro Romano Impero, Ottone di Sassonia, che sperava in una unione dinastica dei due imperi mediante il matrimonio tra Romano Il e sua nipote Edvige. Per la storia, vale la pena ricordare che i risultati della missione diplomatica furono scarsi ed inconsistenti e che il prelato rammentava, con qualche fastidio, di aver dovuto attendere, per essere ricevuto dall'imperatore, sotto la pioggia, riparandosi lungo le mura della "Porta di Carsio";

potrebbe essere, ancora, di origine greca, se rapportato alla regione geografica detta "Ponto Euxino", l'odierno Mar Nero: dal termine "euxino" potrebbe scaturire "caroseno".

Ma anche la seconda ipotesi è stata oggetto di specifica cura e ricerca storica e, pertanto, potrebbe essere di origine turca:

dal termine "Kara lsa", ovvero Nera Salvatrice, riferito alla Madre di Dio, Maria di Nazareth, in funzione salvifica poiché generatrice dei Cristo e, pertanto, Madre di Dio. E’ noto che l'iconografia orientale, al contrario della nostra tradizione, rappresenta la Madre ed il Figlio con il volto bruno, caratteristico dei nativi della Palestina;

potrebbe essere, ancora, di origine turca e quanto si va ad illustrare è, a trascurabile parere di chi scrive, la ipotesi più verosimile ed attendibile, anche in ragione della fruttuosa lettura dei volume "Storia dell'Impero Ottomano" di Robert Mantran, nella parte curata da Irene Beidiceanu. Ma per poter ottenere un qualche significativo risultato, combinando la lettura dei volume menzionato con le scame e scadenti conoscenza che, in forma diffusa, sono appannaggio dei popolo di Greci, sarà necessario formulare un postulato e cioè che il termine "caroseno" illustri ed identifichi un riferimento geografico, favorendo un discorso più rapido ed una soluzione verosimile. Infatti nella lingua albanese al nome di Maria, Madre di Dio (Scent Marj) è accostato il genitivo “carusinit”- complemento di denominazione, retto, sia nella sintassi greca che in quella latina ed albanese, dal genitivo - che induce a pensare possa veramente trattarsi di un luogo geografico. Nella vecchia Misia o Focea, attualmente denominata lzmir, con capitale prima Pergamo e poi Smime, già lo storico e geografo greco Strabone (63 a.c. - 20 a.c.), famoso per la sua opera intitolata “Geografia", vasto trattato in 17 libri, molto importante per la conoscenza dei mondo antico, cita una regione denominata "Karesene", cosi chiamata dal nome dell'omonimo fiume che l'attraversava il Karesus, zona che lambiva le sponde dei Mar Egeo, occupata, alla stregua di tutta la regione, dei romani,compresa nell'impero bizantino e che ebbe, all'atto dell'insediamento dei Turchi, una qualche importanza politica con la formazione di un regno indipendente detto Emirato dei Karesi, dal nome degli abitanti della regione, citato dal viaggiatore e storico arabo Ibn Batutta.

A rigor di logica, nel rispetto della etimologia, è possibile che questa ipotesi di provenienza sia la più verosimile, atteso che, come invece nelle altre ipotesi, non è assolutamente necessario svolgere interpretazioni ardite per ottenere il risultato sperato.

In conclusione ed in attesa delle informazioni che vorranno essere fornite dal vescovo di Lungro, potrebbe essere questa la ipotesi più plausibile e la più prossima alla realtà:

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